|

Disegno di Leonardo da Vinci
Nell’ambito
delle trasformazioni operate dal Vescovo Guido Tarlati, verso
il 1325 il Cassero
venne liberato dalle costruzioni interne per essere destinato solo a fortezza
che verrà poi completata dai Perugini; all’epoca della loro dominazione (1345
– 1368) viene infatti attribuita l’apertura della Porta
del Soccorso nella parte occidentale delle mura e la costruzione del Muro
dell’Ala per congiungere, con un cammina mento,
il Cassero alla cerchia esterna.
Proprio i Perugini verso il 1350 costruiscono o sopraelevano il Casseretto,
una specie di fortilizio minore all’interno di quello più grande e sembra
essere di questa epoca anche la Torre che
però risulta chiaramente innestata su di uno zoccolo precedente
che dovrebbe
essere coevo alla parte inferiore del Casseretto
stesso. Questo si presenta ancor oggi come una costruzione a pianta quadrata
di cui restano i muri perimetrali con portale ad arco a tutto sesto e qui, poco
oltre il profondissimo pozzo, è una stretta scala in pietra che termina davanti
ad un portale che è l’accesso all’alta Torre.
Per
una scala di legno, oggi rinnovata, si sale alla sommità potendo via via
scoprire i diversi aspetti e i diversi stadi caratterizzanti la costruzione:
l’apertura che consentiva l’accesso agli spalti della Porta del Soccorso; i
quattro finestroni con arco a tutto sesto terminanti con piccole aperture
quadrate; quattro feritoie; il meccanismo del settecentesco orologio a pesi.
Nella
parte superiore della torre, dove tutt’ora sono visibili gli avanzi delle
mensole che sostenevano i ballatoi e la merlatura, si erge
un campanile a vela con monofora a tutto sesto nella quale, nel 1804,
venne collocata la grossa campana “Calfurnia”
che oggi batte le ore tramite un martello elettrico per evitare che le
oscillazioni compromettano la stabilità della struttura.
Dalla
sommità della torre l’occhio può spaziare su un vastissimo panorama che
invita alla lettura dei suoi tanti particolari.
|